
| VII: Non Rubare
con Mirco Trevisan, Ivan di Noia, Belluno, Teatro Comunale |
Una banda di ladri si riunisce per il colpo del secolo alla Diamond Center, l’inviolabile Fort Knox di Anversa. Ladri dalla scorza comica, talvolta crudele o cinica. Tutti in grado però di rivelare un lato più sensibile, ciascuno con un proprio contrappunto sentimentale. Questo thriller teatrale prende le mosse proprio dal verbo rubare e indaga a 360 gradi, per scardinare stereotipi e sollevare interrogativi. Canzoni e beat box accompagnano il complicarsi di una trama che, ammiccando al poliziottesco e alla tragicommedia, al fumetto e al noir, giunge ad insinuare in noi tutti un dubbio insolvibile: davvero c’è chi non ruba mai? |
Barabao Teatro nasce nel 2003, produce spettacoli di teatro ragazzi e prosa e gestisce l’organizzazione di eventi e rassegne. Nel 2008 realizza il progetto Nati per leggere in collaborazione con il Bacino Bibliografico della Saccisica e per la Stagione 2012/13 organizza il Festival di Teatro e Lettura per ragazzi Scenari di Carta in collaborazione con RetEventi di Padova. Produzioni: Aspettando Ercole (2010) liberamente tratto dall’Anfitrione di Plauto, tragicommedia musicale in maschera, VII: Non rubare (2011) thriller teatrale, che gioca con i codici del noir e del fumetto, entrambi per la regia Matteo Destro; Patatrak (2012) calamità naturali e risate, istruzioni per l’uso e numeri da circo attraverso personaggi e storie ispirati alla Protezione Civile, ideazione e regia di Ted Keijser. www.barabaoteatro.it |
![Empire[o]il](http://www.sguarditeatro.it/images/s02.jpg)
| Vangelo
testo e drammaturgia Gianni Franceschini, Vincenzo Todesco Belluno, Sala Teatro Giovanni XXIII | In un tempo non tempo, in un luogo non luogo, forse sotto il tendone di un circo, un essere umano-attore-clown accompagnato da un altro pagliaccio musicista, si fa voce corpo, maschera, nella moltitudine dei suoi volti. Voce scandita secondo le stazioni della scrittura dell’evangelista Matteo, in un susseguirsi di quadri visivi. Lo spettacolo è un viaggio all’interno dell’universo popolare dal quale sorge il mito di Gesù: raccontato nei suoi volti, nei suoi canti, nelle sue gioie, nelle sue sofferenze. Chiama a scelte difficili, impervie. Affascina e intimorisce. La sua indignazione, il suo coraggio e la sua bellezza morale non hanno tempo; sono il motore della vicenda mitica, sono attuali oggi come lo erano allora. | Viva Opera CIrcus/Compagnia Franceschini è tra i soci fondatori di ASTRA, Associazione Nazionale Teatro Ragazzi e fa parte di PPTV Produttori Professionali Teatro Veneto. Il suo lavoro artistico si connota stilisticamente attorno alla figura di Gianni Franceschini, attore regista e pittore che basa la propria forza espressiva sulla semplicità degli elementi scenici e sull’integrazione di differenti linguaggi espressivi, in particolare pittura e musica eseguite dal vivo sulla scena. I suoi spettacoli, diffusi in Italia e all’estero, sono il risultato di una costante ricerca. Tra le collaborazioni più recenti segnaliamo quelle con il regista e autore Vincenzo Todesco e con il maestro Marco Remondini, di cui Vangelo è espressione. Sul territorio locale Viva Opera CIrcus organizza una rassegna di teatro famiglie e serale. www.vivaoperacircus.it |

| I Demoni del Paese delle Meraviglie con Daniel De Rossi e Jessica Zanella Ponte nelle Alpi, Piccolo Teatro G. Pierobon |
Siamo sempre stati affascinati dalla figura di Alice, che ruzzola nella tana del Bianconiglio e inizia la sua meravigliosa avventura. Il romanzo di Lewis Carroll ha in sé i germi di qualcosa di viscerale, di sanguigno. Quello che non sappiamo è chi fosse veramente il suo autore. E chi fosse davvero Alice. Soprattutto, quali siano i meccanismi che regolano un regno tanto strano quanto pericoloso. Chi ne muove i fili? Chi schiaccia i pulsanti? Attraverso sproloqui e domande astruse, e attraverso il rapporto morboso e incerto tra Alice e un suo possibile carceriere, un Demone, verranno a galla i segreti di un uomo tanto discusso, Lewis Carroll, capace di dare vita a una Favola immortale, ma anche di creare una prigione eterna. Soprattutto, capace di portarsi nella tomba i dubbi sulla sua presunta pedofilia. Chi era Lewis Carroll? E chi era davvero Alice Liddell? |
Daniel De Rossi, nato nel 1979 a Venezia, si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine nel 2008. Vive tra Roma e Venezia. Jessica Zanella, nata nel 1983 a Cittadella (PD), si diploma presso Accademia Palcoscenico, Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Stabile del Veneto diretta dal Maestro Alberto Terrani nel 2008. Vive tra Roma e Padova. Pur provenendo da percorsi diversi, hanno la stessa predilezione per i personaggi complessi, combattuti, dubbiosi, contradditori, e trovano nella storia di Alice e Lewis Carroll un terreno fertile per la sperimentazione e la ricerca. I Demoni del Paese delle Meraviglie è il loro primo spettacolo insieme. |

| Una testa piena di farfalle Spettacolo diversamente comico di e con Vasco Mirandola Belluno, Teatro Comunale |
Un signore stralunato si lascia andare a sfoghi umorali, medita sulla vita, l’amore, la morte, l’aldilà, l’aldiqua. Travolti da un linguaggio pieno di scontri ci si addentra via via nel registro della stramberia in una dimensione surreale, metaforica, piena di stravaganza e lunaticità. Un monologo in equilibrio tra comicità e nevrosi, uno strampalato fantasticare che sfiora i confini del surreale con ramate di poesia, in un turbinio che lascia a terra e nell’aria briciole di umanità. Un omaggio a quegli scrittori emiliani (R. Baldini, U. Cornia, P. Nori, D. Benati, E. Cavazzoni, C. Zavattini) che, con ironia, sana follia e poetica visionarietà, sanno cogliere lo storto, l’assurdo e gli sfarfallamenti della quotidianità. | Vasco Mirandola, attore, vive a Padova. Ha lavorato in televisione, teatro, cabaret, nel cinema (tra cui premio Oscar con Mediterraneo di Gabriele Salvatores, con Carlo Mazzacurati ne Il Toro e ne Il Prete Bello). Ha pubblicato tre libri di poesie: Non urlare che mi rovini il prezzemolo, Il solito tram tram il 16 il 16, Carpe diem trote gnam. Ha lavorato nell’ambito del disagio in Italia e all’estero. Nelle sue produzioni artistiche unisce linguaggi diversi, collaborando con danzatori, musicisti, scultori, videomaker, scrittori, poeti. È nel coordinamento di lettori del Veneto LeggereperLeggere che promuove vetrine, festival, progetti legati ai libri e alla lettura nel territorio. www.vascomirandola.it |

| Sogno di un uomo ridicolo di Fëdor Dostoevskij Belluno, Sala Teatro Giovanni XXIII |
Il racconto di Dostoevskij è una lucida e possente parabola che va dritta al cuore della natura umana. Il protagonista, la notte in cui decide di uccidersi, si addormenta, sogna il suo suicidio e, dopo la morte, un’altra vita su di un pianeta identico al nostro, una sorta di Eden in cui gli uomini vivono in un’armonia assoluta. Ma in sogno accadrà qualcosa che, una volta sveglio, cambierà la sua esistenza… Il regista Laruffa è partito da un’immagine che voleva rappresentasse una costrizione, una impossibilità: “Ho provato a realizzarla legando il protagonista per tutta la durata dello spettacolo ad una sorta di lapide/sudario, luogo ancestrale, immutabile, metafora dei limiti della condizione umana”. |
Il Teatro Scientifico – Teatro/Laboratorio, struttura stabile di produzione teatrale riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha vissuto varie trasformazioni, ma è restato fedele alla pratica di un teatro d’innovazione e di ricerca antropologica. La compagnia è presente dal 1969 a Verona, dove gestisce il Teatro Laboratorio, nel territorio regionale e nazionale, oltre che avere al suo attivo numerose tournée all’estero. Orienta la propria produzione verso la drammaturgia contemporanea, reinterpreta testi classici, realizza progetti artistici e di formazione rivolti alle giovani generazioni, organizza rassegne ed eventi in collaborazione con Comuni del territorio, Associazioni ed Enti pubblici e privati. www.teatroscientifico.com |

| Sogni e fagotti
con Giorgio Coppone, Maria Luisa D’Introno, Giulia Pizzimenti, Mattia Macchelli, Clio Abbate, Luca Deiana Belluno, Teatro Comunale |
Questa è la storia di una migrazione mai avvenuta che ha l’ambizione di avere in sè il ricordo e il sapore dei vecchi migranti del mondo. Non più soltanto quelli che vanno dal sud al nord del mondo, ma tutti quelli che si trovano a dover rivedere valori e loro desideri, a vivere un’esistenza sospesa in cui l’individuo è costretto a ogni stratagemma per sopravvivere e sperare. Attraverso le voci di personaggi simbolici si animano tante storie, ogni storia ha il nome di un luogo, una campagna della Sicilia, una città americana. L’insieme dei ricordi è un melange aspro e ironico, divertente e disperato. Certo più melodico, dolce, denso di atmosfere, di sogni, di malinconie del reale. Ci preoccuperemo soltanto dei veri protagonisti senza speranza e, forse, senza memoria. | I Citepò si incontrano e studiano presso la Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone, dove cominciano, a dare forma ad una comune idea di teatro, aperta alle contaminazioni e alla creatività delle arti del circo contemporaneo. Nasce così il loro primo lavoro, Sogni e Fagotti, che porta in scena le storie di un gruppo di migranti verso un – volutamente – indefinito mondo nuovo, terra verso la quale vengono proiettate speranze e paure, attraverso un’eterogenia di linguaggi che vanno dal canto, alle lingue dialettali, all’acrobatica aerea. Lo spettacolo partecipa allo Zoom Festival al Teatro Studio di Scandicci, dove la compagnia lavora con Giancarlo Cauteruccio ad un progetto di alta formazione, QPT, nel corso del quale verrà creato e prodotto lo spettacolo Voce off corpo in: immersioni. www.citepo.com |

| Canto dell’albero
Ispirato a L’uomo che piantava gli alberi Belluno, Teatro Comunale |
Una figura femminile si muove in un luogo deserto e vorrebbe fare qualcosa per cambiarlo. Ogni azione umana ha una conseguenza sulla natura, può determinare la nascita di un bosco o lasciare che il deserto domini. La giovane donna decide di creare una foresta, si trasforma essa stessa in pianta, in Madre Natura, quasi sempre benigna, a volte, per sua essenza, maligna. Nei piaceri e nelle difficoltà che accompagnano la crescita degli alberi, il piccolo spettatore riconosce se stesso, le proprie paure e gioie, i propri desideri, si trova a fare un percorso di avvicinamento a un altro da sé molto importante, per rispettare il mondo vegetale in tutte le sue forme e viverne con pienezza il potenziale simbolico. In occasione dell’anno internazionale delle foreste proclamato dall’ONU nel 2011, questo spettacolo, ideato nel 1998, è riproposto in un nuovo allestimento digitale. |
Tam Teatromusica è stato fondato nel 1980 a Padova da Pierangela Allegro, Laurent Dupont e Michele Sambin e ha realizzato più di 80 opere in equilibrio tra immagine, suono, gesto, approdando a uno stile riconoscibile per essenzialità espressiva. Anche nella sua ricerca teatrale rivolta all’infanzia Tam privilegia, rispetto all’uso della parola, la composizione di immagine e suono, dando forma a una narrazione che stimola l’immaginazione dei bambini e coinvolge i sensi nella comprensione del racconto. Accanto a una costante presenza sulla scena internazionale (Teatro alla Scala di Milano, Festival d’Automne di Parigi, Wiener Festwochen e molti altri, da Gerusalemme a Melbourne, da Budapest a Granada), la compagnia è impegnata nel carcere di Padova, nell’attività pedagogica nell’officina delle arti sceniche Oikos nella programmazione del Teatro Maddalene. www.tamteatromusica.it |
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| Marzia su Roma Work in progress di e con Michela Mocchiutti Belluno, Sala Teatro Giovanni XXIII |
Marzia, trentenne del Nord, supera uno dei concorsi più difficili ed entra a lavorare nella barberia di Montecitorio. E lì dentro, ingenua e sorpresa, la giovane comincia a sognare la sua rivoluzione: scegliere il peggior deputato, simbolo del malcostume e della corruzione e, letteralmente, giustiziarlo usando lamette e rasoi, come nella miglior tradizione dei barbieri serial killer. Marzia su Roma è una surreale, impossibile, grottesca, eppure plausibilissima, cronaca di una vita normale a contatto con gli uomini che comandano la nazione. Frutto di un lavoro di documentazione e di interviste a parlamentari, funzionari e impiegati di Montecitorio, è un tentativo di riflettere sul ruolo della politica nel mondo contemporaneo, al di là degli schemi tradizionali e del qualunquismo. |
Michela Mocchiutti si è formata a Udine alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe. Collabora con l’Ente Stabile di Messina, di Venezia, Prato, Verona e Trieste e dal 1999 con la Compagnia I Fratellini (di Bartoli, Cantarelli, Marcucci) in testi di Goldoni, Moliere, Gozzi, Boris Vian, George Tabori per le regie di Giuseppe Emiliani, Massimo Luconi, Egisto Marcucci, Franco Però, Luciano Pasini e Mauro Avogadro. Mauro Avogadro, noto attore e regista italiano, dal 1974 inizia la stretta collaborazione con Luca Ronconi partecipando all’allestimento di molti dei suoi spettacoli. Nel corso della sua ricca carriera, lavora con i più grandi nomi del teatro italiano. Nel 1991 fonda insieme a Ronconi la scuola del Teatro Stabile di Torino dove insegna recitazione e interpretazione e per più di dieci anni ne è direttore didattico. |

| Beati i perseguitati a causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli Dialogo tra Gesù Nazareno e Pinocchio incarcerati di Gigio Brunello e Gyula Molnar Feltre, Sala Stemmi Palazzo della Ragione |
Baracca e burattini si prestano, con coraggiosa irriverenza, a diventare lo scenario inedito di un colloquio tra il burattino più famoso del mondo e il Figlio dell’Uomo, intorno a una delle più toccanti beatitudini del Vangelo, quella che rende omaggio ai perseguitati a causa della giustizia. Un intenso dialogo tra due figli di falegname, incarcerati pur essendosi proclamati innocenti: Gesù e Pinocchio hanno molte cose da dirsi, non si fermerebbero più, parlano, parlano, dietro le sbarre, attraverso i muri. Una struggente riflessione sul tema della libertà e della prigionia, che identifica nell’aspirazione alla giustizia una delle esigenze umane più radicali. |
Gigio Brunello è autore di teatro, attore e burattinaio. Per la sua attività di sperimentazione e innovazione nel teatro di figura ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero dove parecchie sue opere sono state tradotte e rappresentate. (Marionetta d’oro 1997 e 2003 Puppets Fest Gorizia, Silvano d’oro 1998 Italia, Sirena d’oro 2002 Italia, Gran Prix Festival Internazionale di Bielorussia 2000). Negli ultimi dieci anni, spesso in collaborazione con il regista Gyula Molnar, ha presentato al pubblico con il linguaggio dei burattini, delle maschere della Commedia dell’Arte e del teatro di figura, spettacoli originali e rivisitazioni di classici da Goldoni a Bruckner e Shakespeare. Nel 2002 ha ricevuto il Premio Nazionale Critici di Teatro per l’opera Macbeth all’improvviso. www.gigiobrunello.it |

| Io ti prendo per mano testo, regia, elementi di scena Feltre, Teatro de la Sena |
Una figlia e una madre intessono un intenso dialogo in quel tempo sospeso e indefinito che precede il morire. Un tempo nuovo, di cui non si conosce il termine, così come nuovo è quel parlarsi, come mai prima, che si compone, solo ora, in prossimità dell’ultimo distacco… Frammenti in cui la memoria riaffiora, non scevra di asprezze, rancori antichi, mentre in quell’intimità desueta emerge l’ironia che si traduce in lessico familiare, legato al conoscersi, al non volersi perdere, allo spudorato fluire di parole, gesti, sentimenti che solo quella condizione, quell’ultima soglia – prima del silenzio eterno che unisce e separa – consente. Si vive e si muore, sempre più spesso, soli. La morte rappresenta l’unica certezza della nostra vita, la cui consapevolezza, non basta a segnarne il percorso. |
Tib Teatro è una compagnia di Residenza Teatrale, struttura di produzione riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione del Veneto, che opera presso il Teatro Comunale di Belluno. La poetica che percorre i differenti spettacoli si nutre di un pensiero che, nel perseguire un teatro dell’emozione, individua in differenti fonti drammaturgiche (dalla letteratura alla musica, alle strutture architettoniche dei luoghi) sempre nuove possibilità di scritture per la scena. Scena connotata da un segno volutamente essenziale, in un contesto fortemente rigoroso che lascia spazio al testo, scaturito da un processo minuzioso di scavo della parola, quale luogo elettivo di emozione. Una drammaturgia viva che, mescolandosi alle accurate assolvenze di musica, compone il tessuto emotivo dello spettacolo, mentre interseca, interroga, testimonia il presente. www.tibteatro.it |

| Da grande sarò… Tiziano! … anche i grandi artisti sono stati bambini… liberamente tratto da Tiziano il Giovane. Dalle Dolomiti a Venezia di Laura Walter, durata 55 minuti Ponte nelle Alpi, Piccolo Teatro G. Pierobon |
In un paese di montagna, a Pieve di Cadore, due amici vivono la loro infanzia tra risate, corse a perdifiato e giochi in mezzo ai prati. Carlo è un pastore, ironico e pratico, restìo a mostrare i propri sentimenti. Tiziano discende da una famiglia di notai e ricchi commercianti di legname, è estroverso, visionario e ama dipingere. Quando Francesco, il fratello maggiore, annuncia a Tiziano che il padre ha per loro una grande notizia, la vita dei due è vicina ad una svolta: partiranno per Venezia per imparare a fare i pittori. Attraverso un’emozionate discesa in zattera lungo la Piave, passando il tempo fra giochi, ricordi e fantasie, lo spettacolo dà̀ voce ai pensieri e ai sentimenti di Tiziano bambino, in bilico fra la nostalgia e la trepidante attesa della realizzazione del suo sogno… | Atelier Teatro Danza/Proscenio, compagnia fondata nel 2004 e diretta da Marianna Batelli, danzatrice e coreografa, si distingue per la ricerca nell’ambito del Teatrodanza e per l’utilizzo di musiche originali. La compagnia è ospitata nei teatri e nei festival italiani e stranieri e ha portato lo spettacolo I luoghi dell’anima alla 12^ Biennale de la Danse de Lyon, a Les Hivernales de Avignon, a Lavori in Pelle 2007 e al 3° Certamen Danza Y Arte Escénicas di Madrid. La coreografia Traumnovelle, nel 2008, è stata presentata alla 13^ Biennale de la Danse de Lyon. La performance Plastiktraum giunge in finale al GD’A Veneto del 2009 ed è presentata in Biennale Danza a Venezia lo stesso anno. Nel 2012 il progetto Arigato è finalista al Premio Prospettiva Danza e viene presentata in Biennale Danza/Marathon of the Unexpected di Venezia. www.atelierteatrodanza.it |

| Personae
liberamente ispirato al film Persona Belluno, Teatro Comunale |
Una donna si interroga sulle sue convinzioni, sulle preoccupazioni, sulle scelte, sulle più intime aspirazioni, confrontandosi con se stessa e con il suo mondo visionario. In questa analisi interiore il soggetto si scinde, costretto ad indossare tante maschere (personae) quanti sono i ruoli dettati dalle circostanze, fino a smarrire la propria identità. Il tema del doppio, della finzione, del limite tra vita e teatro per cui Bergman fu celebre, ha ispirato questo spettacolo in cui finzione scenica e video progressivamente si mescolano: la stanza mentale della protagonista acquista una dimensione visiva, percorsa dalla ritmica di un dialogo modulato tra voce, silenzio e suono. Nel 2012 Barbara Riebolge vince il Premio miglior performer al Festival Teatri Riflessi di Catania con Studio su Persona, riduzione di Personae. |
Ailuros nel 2010-2011 realizza il progetto Over There – le città performattive.10, col sostegno dell’Unione Europea, nel 2010 il progetto Spaziculturali.it, per uno studio sulle performance che abitano i non-luoghi del territorio, sostenuto da CSV di Treviso, nel 2009 Le Città PerformAttive, sostenuto dalla Regione Veneto e dal Ministro della Gioventù vincendo il Premio Giovani Produttori di Significati. Principali produzioni: Personae (2012), Yogurt (debutto nell’ agosto 2011, Bmotion), coprodotto da Operaestate, Interview, studio sul tema della mobilità in Europa (2010), coprodotto da Passport, col sostegno dell’Unione Europea, The invisible man, 5 studi sul tema della videosorveglianza (2009), coprodotto da A_P, col sostegno della Regione Veneto. www.ailuros.eu |

| Lost in Veneto
testo Massimo Carlotto e Loris Contarini Belluno, Sala Teatro Giovanni XXIII |
Il tormento interiore di un attore veneto spaesato si rispecchia nel senso di disorientamento provato dal personaggio dell’ Amleto di Shakespeare, più precisamente nella traduzione poetica in vicentino che ne fa Luigi Meneghello. Ed è lo stesso Principe di Danimarca a suggerire all’attore lo strumento per una possibile via di indagine e di soluzione: il teatro. Così, attraverso la metafora della scena, sono raccontati il tentativo e la fatica di ri-orientarsi, di ritrovare i punti cardinali della propria terra. Un Luogo che accolga vie di beltà: quel luogo può essere, nuovamente, Veneto. Lo spettacolo è il tentativo di capire il presente di un territorio che diventa così simbolo, metafora, per citare il titolo di un famoso romanzo di Massimo Carlotto, una terra dell’anima. |
La nostra è la storia di artisti le cui strade si sono incontrate. Continuiamo a cercare parole e note. Storie da raccontare e da suonare. Per essere presenti. Nei luoghi e tra la gente. Noi lavoriamo così. I nostri progetti coinvolgono i cuori e le intelligenze di artisti che non hanno mai smesso di credere nella necessità di essere protagonisti del nostro tempo. E nel piacere di lavorare assieme. Loris Contarini, attore e regista, il suo percorso teatrale incrocia, fin da subito, quello di altre discipline artistiche e di altri artisti, alla ricerca di un incontro e una fusione tra linguaggi differenti. Rachele Colombo cantante, compositrice e polistrumentista. Paolo Valentini musicista, compositore, etnomusicologo e chitarrista polivalente. www.facebook.com/amistad.teatro |

| Il frigorifero lirico
opera lirica in un frigorifero ispirata Belluno, Teatro Comunale |
Di notte non riesce a dormire. Entra in una cucina minuscola. La luna alla finestra assorbe tutti i suoi pensieri. Beve qualcosa e apre il frigorifero. A volte basta un pensiero, un segno e tutto trasfigura. Piccole marionette e ballerini cantano nelle bottiglie del latte e nella ghiacciaia si consuma una scena della Bohème. L’elettrodomestico si trasforma in un teatro d’opera , con il pubblico seduto nei palchi illuminati tra il burro e il formaggio mentre l’orchestra si prepara a suonare, accordando gli strumenti, nascosta nel cassetto della frutta. In questo andirivieni tra realtà e mondo onirico si perdono le relazioni tra lo spazio e il tempo, alla fine tra gli applausi, il pubblico ritorna nel suo teatro fatto di frutta e pomodori e l’uomo ritorna alla luna, da dove è sceso per un attimo. |
Pittore, scenografo, scultore, Antonio Panzuto è un artista della scena che sfugge alle etichette con sorridente discrezione. Le sue macchine teatrali sono abitate da oggetti e figure azionate a vista tramite grovigli di fili: mescolando legni e metalli, corde e tessuti, produce visioni secondo i segreti dettami di una drammaturgia pittorica che procede per affinità e corrispondenze più che per nessi logici o narrativi. Inventa originali spettacoli teatrali con oggetti, macchine, sculture e pitture di assemblaggio, con motori o oggetti di scarto, espulsi dalla nomenclatura del bello, con pezzi di ferro saldati, incollati, accostati apparentemente a caso, inchiodati con vecchie tavole dipinte a pennellate larghe e incostanti. www.antoniopanzuto.it |
